a cadenza discontinua
Come se fossi
Edizione del 18/03/2020
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Uguaglianza pandemica

Incoerentemente

Esperienze sconvolgenti che fino a pochi giorni fa sembravano impossibili. Un Italia data per morta, schiacciata dalle pressanti e forti economie europee, d’incanto reagisce. Giuro l’avevo data per spacciata. Non vi era più un minimo di coesione sociale, tutti molto distanti e freddi l’uno con gli altri.All’improvviso una mattina, quando questa pandemia costringe tutti a casa, il divario si colma le asperità italiane si annientano come un lampo di un quasar che illumina il nero assoluto delle distanze. Un pò come i mondiali soltanto più intenso.

Ma cosa è cambiato da lì dove hanno avuto origine le diseguaglianze, dove la società ha iniziato a frammentarsi, ad allontanarsi? un big bang che ha proiettato ogni individuo lontano dall’altro. Cambia che adesso siamo tutti nelle stesse condizioni, potenti e patetici, uomini di stato e fuorilegge, mastri fornai e ingegneri, ricchissimi e ricchi, poveri e poveracci. Molti non avranno più il lavoro ed altri avranno comunque denaro a sufficienza per la sopravvivenza del proprio nucleo nelle generazioni avvenire. Ma adesso no in queste settimane siamo identici ed è bellissimo è una realizzazione utopica di un concetto di uguaglianza che sembra impossibile ma che in realtà è dietro l’angolo. Essere tutti un poco più uguali non è forse l’alternativa alla nervosa esistenza moderna?

Poter vivere la propria vita in comunità avendo ruoli, potendosi scegliere la carriera non in base alla remunerazione ma in base a ciò che piace, le proprie passioni il proprio istinto. Potrebbe mutare radicalmente le società generando uno sviluppo responsabile sicuramente più lento e sinceramente più efficiente. Penso che sarebbe molto più produttivo soprattutto a livello qualitativo poiché la passione genera cura del dettaglio, la cura del dettaglio genera migliorie e quest’ultime avvicinano alla perfezione.

Le banche centrali tagliano i tassi di interesse, aumentano i quantitative easing per cercare di salvare un economia che comunque nei prossimi decenni dovrà per forza di cose cambiare, divenendo maggiormente responsabile nei confronti dell’uomo, dell’ambiente, della qualità di vita.

159 anni di Unità d'Italia


di GC